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Quando lo stress restringe il campo

Che cosa allena davvero la mindfulness

Ci sono giorni in cui basta una richiesta in più per farci sentire senza spazio. Rispondiamo in fretta, passiamo da un compito all’altro, ripensiamo a una conversazione mentre ne stiamo vivendo un’altra. Spesso ci accorgiamo della fatica soltanto la sera, quando il corpo rallenta ma la mente continua a lavorare.

Lo stress non è semplicemente una sensazione sgradevole da eliminare. È anche una risposta dell’organismo alle richieste che incontra. Il problema può emergere quando l’attivazione diventa continua e perdiamo la possibilità di riconoscere con chiarezza ciò che sta succedendo. In quei momenti un pensiero può sembrare un fatto, una tensione nel corpo può passare inosservata e una risposta abituale può arrivare prima ancora che abbiamo scelto come agire.

Un esperimento di un minuto

Fermati dove sei, senza cambiare postura. Nota tre cose:

  1. Che cosa senti nel corpo proprio adesso: appoggio, temperatura, respiro, tensione?
  2. Dove si trova l’attenzione: su ciò che accade, su qualcosa che è già successo o su ciò che temi possa arrivare?
  3. C’è un impulso a fare subito qualcosa: controllare il telefono, accelerare, trovare una soluzione?

Non occorre correggere nessuna risposta. Lo scopo è vedere con più precisione. Anche l’impazienza o il pensiero «non ho tempo» fanno parte di ciò che possiamo osservare.

Dall’automatismo alla possibilità di scegliere

Nella pratica di mindfulness torniamo ripetutamente a un riferimento concreto, per esempio le sensazioni del respiro, i punti di contatto del corpo o i suoni. Quando l’attenzione si allontana, ce ne accorgiamo e ricominciamo. Questo movimento, semplice nella descrizione e spesso difficile nell’esperienza, ci aiuta a riconoscere pensieri, emozioni e impulsi senza doverli seguire immediatamente.

Non promette calma costante. Una pratica può rendere evidente quanto siamo stanchi, agitati o preoccupati. È un’informazione utile: possiamo decidere come prendercene cura, chiedere aiuto quando serve e distinguere ciò che è urgente da ciò che appare urgente soltanto perché siamo in allarme.

Perché un percorso di otto settimane

L’MBSR, Mindfulness Based Stress Reduction, è un programma strutturato che combina incontri di gruppo, pratiche guidate e pratica personale tra un incontro e l’altro. La continuità permette di esplorare l’attenzione in situazioni diverse: mentre siamo seduti, camminiamo, ascoltiamo, sentiamo il corpo o incontriamo una difficoltà quotidiana.

La ricerca suggerisce che i programmi di mindfulness possono aiutare alcune persone a gestire sintomi legati allo stress e all’ansia. I risultati dipendono però dal contesto, dalle persone e dal programma studiato. In uno studio randomizzato condotto su adulti con disturbi d’ansia, un programma MBSR di otto settimane è risultato non inferiore all’escitalopram sull’esito principale misurato nello studio. Questo dato riguarda quella popolazione e quel confronto: non è un invito a sostituire autonomamente una cura prescritta con la meditazione.

Il valore di un gruppo non sta soltanto nelle istruzioni. C’è anche la possibilità di praticare insieme e riconoscere, nell’esperienza altrui, modi diversi di attraversare difficoltà che sembravano soltanto nostre. Si può partecipare rispettando i propri tempi e la propria riservatezza.

Per chi desidera approfondire attraverso la pratica

Leggere può chiarire alcuni passaggi; praticare con continuità permette di osservarli mentre accadono. Lunedì 5 ottobre 2026 alle 19:45, a Napoli, InMindfulness propone un incontro gratuito di presentazione del prossimo percorso MBSR: una pratica guidata, una spiegazione del metodo e il tempo per fare domande prima di decidere se partecipare.

Il corso inizierà lunedì 12 ottobre, in presenza, e prevede otto incontri settimanali di circa due ore e mezza e una giornata intensiva domenica 22 novembre. Informazioni e prenotazione alla presentazione gratuita.

Fonti per l’approfondimento

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