In My Self

In my self è un percorso volto a favorire lo sviluppo di alcune delle principali qualità della mindfulness:
l’attenzione focalizzata, la regolazione emotiva, il non giudizio, la gentilezza, la compassione e il
lasciare andare.
Il corso, di 8 incontri con cadenza settimanale, è aperto unicamente a chi ha già svolto un corso MBSR o ha una buona tradizione di pratica meditativa,previo colloquio individuale conoscitivo.

In my self è un percorso volto a promuovere una nuova esperienza di “sicurezza” che consenta di navigare nelle acque più difficili del nostro vivere.
La ricerca neuroscientifica ha dimostrato, infatti,l’esistenza di due forme distinte di autoconsapevolezza:
il sé autobiografico (che, tramite il linguaggio crea collegamenti e integra nel tempo le esperienze) e il sé del momento presente (che monitora le sensazioni fisiche ed emotive, per assicurarsi di non esserne travolti). Per quanto il sé autobiografico possa tentare di raccontare (e poi raccontarsi) storie che possano addolcire la realtà, il sé del momento presente riporta una verità differente. La mindfulness ci consente di accedere a questo sistema che ha a che fare con la verità del presente e di sostare nelle sensazioni così come sorgono e si manifestano, aiutandoci prima a ridurre il volume e poi a silenziare il continuo chiacchierio del sé autobiografico.

Nell’ultimo decennio in quasi tutti i programmi di mindfulness vi è l’introduzione di alcune
pratiche meditative delle sane “attitudini” della tradizione Vipassana. Sono meditazioni riflessive, quali la meditazione della Gentilezza Amorevole (Metta) e la Compassione (Karuna), per “compensare” ed “apprezzare” la preziosità del proprio vivere. Siamo, infatti, soliti soffermarci unicamente sulle difficoltà e mancanze, mentre raramente osserviamo le qualità positive ed il benessere che abbiamo. Spesso siamo agitati per la nostra mancata o inadeguata reazione ad una data esperienza, più che per la esperienza in sé stessa. Ci giudichiamo per aver provato paura o vergogna, ci giudichiamo per non aver avuto la risposta pronta o per aver esagerato nelle nostre reazioni. Questo spietato giudizio critico aumenta sempre più il senso di colpa e di inadeguatezza, probabilmente rispetto ad un ideale – forse inconscio – di essere capaci, buoni e saggi. Il passato lascia spesso un segno indelebile sulla nostra identità e ogni pensiero diviene un pesante verdetto che limita la nostra libertà.

Questo percorso, non è un invito ad accettare soprusi e umiliazioni (e ancor meno pena e commiserazione), quanto piuttosto l’essere solleciti nel prendersi cura delle proprie ferite, lasciando andare quel sentimento di separazione, solitudine e inadeguatezza che proviamo in molte situazioni conflittuali e dolorose.