Life in Mindfulness

“Capitano sempre tutte solo a me!”

Al di là di ogni personale storia di vita, ciascun essere umano conosce la sofferenza fisica, emotiva e mentale.

Qualità di consapevolezza, gentilezza, comprensione, dis-identificazione e compassione sono parte di un bagaglio emotivo e cognitivo essenziale per un sano e sereno sviluppo inetr e intra personale. La mindfulness è la pratica di sviluppare la presenza in tutti gli aspetti della nostra vita, (sia che stiamo lavorando, guidando o incontrando un amico) inducendoci ad un apprezzamento maggiore della vita stessa. Uno stato di costante presenza pacifica è l’obiettivo e il risultato della consapevolezza. Un approccio consapevole alle relazioni conduce inevitabilmente anche ad una maggiore soddisfazione dei rapporti e aiuta a  sostenere uno stile di vita più sano

Life In Mindfulness sono incontri esperenziali focalizzati su temi specifici e diffusi del nostro vivere. Malattie, lutti, conflitti, timori…sono colpi inevitabili per ciascuno e ad ogni età. Ogni ciclo di vita esprime bisogni, risorse e difficoltà differenti. La mindfulness ci invita a riscoprire la possibilità innata in ciascuno di relazionarsi alla sofferenza con “presenza”, “coerenza” e “stabilità” nel pieno rispetto dei valori individuali.

 

Prossimo appuntamento Life In Mindfulness 29 Ottobre e 12 Novembre«Mindfulners at work». Formazione Mindfulness.

I sistemi rappresentazionali sono le modalità con cui l’individuo, attraverso i sensi, rappresenta sia la realtà interna che quella esterna.

Alcuni di noi rappresentano la realtà attraverso immagini, altri attraverso suoni e parole, altri ancora attraverso le proprie sensazioni. Conoscere i S.R. può servire ad essere maggiormente consapevoli di come filtriamo, eleboriamo e costruiamo la realtà.

Capire il modo in cui percepiamo ciò che ci circonda, permette di creare relazioni più sane e complete. Essere più attenti e più presenti quando siamo in una relazione migliora ed amplia la percezione del momento e iuta con armonia ad aprire uno scorcio sul come la realtà è percepita dall’altro.

Insegnanti: 

Claudia Di Manna:  insegnante mindfulness qualificato dal Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society UMass.

Sabrina Mastrogiovanni: formatrice master pratictioner.

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Prossimo appuntamento Life In Mindfulness 7 Maggio«Quale e quanta cura???». Sollecitudine vs iperaccudimento o evitamento.

“I genitori sono uffici stampa, servizio transfer, assistenza scolastica, psicologica e legale h24, colpevolizzati e rimbecilliti nelle piú naturali espressioni che la condizione di madri e padri gli assegna: la vera ansia da prestazione dell’uomo moderno non è sessuale ma genitoriale” Diego De Silva.

L’incontro con la malattia intacca sicuramente lo stesso senso di identità di una persona; l’incontro con la malattia di un figlio può essere ancor di più vissuto con profonda angoscia, avversione, ansia, depressione, che inevitabilmente influenzano la relazione genitoriale e il vissuto stesso del figlio.

Talvolta questi vissuti spaventosi possono provocare un logoramento psicofisico e un aggravamento della stessa patologia organica dell’ammalato. Da qui l’importanza di coltivare da parte dei genitori uno stato mentale mindful che li aiuti a sostenere, contenere e accompagnare l’esperienza della malattia del figlio.

 “Una volta entrati nel sacro regno del ruolo genitoriale, si pensa di dover indossare la tonaca di genitore. In buona fede si assumono certi comportamenti perché si crede che i genitori debbano comportarsi così” (Thomas Gordon). Purtroppo questi schemi o “ruoli” che ci siamo cuciti addosso rischiano di compromettere la nostra capacità di ascoltare chi soffre e prenderci cura di essi per quello di cui realmente hanno bisogno.

Come vivo l’ammalarsi di chi amo? Questa mia pura è reale? In che modo l’ammalarsi di un figlio intacca la mia immagine genitoriala? Di cosa ha realmente bisogno mio figlio? Ho fiducia del mio medico? … queste e forse tante altre le domende che potrebbero emergere nell’incontro!

Insegnanti: 

Claudia Di Manna:  insegnante mindfulness qualificato dal Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society UMass

Annalisa Passariello: Medico Padiatra, Neonatologa.

 

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Prossimo appuntamento Life In Mindfulness 13 Ottobre«SicuraMente». I fantasmi del passato nel qui e ora!

La relazione con la principale Figura di Attaccamento (FdA) è un’interazione psico-biologica che influenza non solo la salute mentale ma anche quella fisica nel corso di tutta la vita del bambino (schore, 2007). Le neuroscienze confermano, infatti, che la qualità delle nostre interconnessioni con gli altri influenzano il nostro sviluppo, il funzionamento sano del cervello, il nostro sistema endocrino e immunitario, e il nostro equilibrio emotivo (T. Lewis).

Le prime interazioni del bambino con le FdA principali plasmano, più precisamente, anche le  nostre capacità di auto-accudimento e di auto-compassione  (Gilbert, 1995), la nostra disposizione innata all’organizzazione del comportamento sociale e la regolazione delle emozioni (Bowlby, 1969;1973; Ainsworth et al., 1978; Main et al., 1985; Liotti, 2001), oltre che le capacità di Mentalizzazione (Fonagy,  2008) e le funzioni Metacognitive (Di Maggio e Semerari (a cura di), 2003).

Un training fondato sulla mindfulness può migliorare le relazioni interpersonali in direzione della “sicurezza” nei legami affettivi.